Eugen Hunziker



nato nel 1939, dipinge, accanto alla suo impegno professionale come ingegnere progettista, sin dal 1961. Oltre a lunghi e arricchenti soggiorni a Parigi e a Londra e ai suoi molteplici viaggi in Cina, per 25 anni vive prevalentemente a Zurigo.

In questa città, centro nevralgico finanziario, ma anche culturale della Svizzera, ha occasione di coltivare contatti con artisti e gallerie e di conoscere personalmente molti fra i protagonisti della scena artistica di quegli anni, per citarne alcuni: Varlin che lo invitava regolarmente nel suo atélier, Aeschbacher, Metzler, Friedrich Kuhn.
Dieter Roth, con cui ebbe interessanti scambi epistolari, Pierre Haubensack, il pop-artista inglese Peter Phillips e poi Hannes Gruber, Michael und Silvio Baviera, coi quali coltiva ancora oggi una profonda amicizia. Da queste frequentazioni attinge capacità e passione.

Nel 1967, Max Bill, allora membro della Commissione Culturale della città di Zurigo, inserisce anche Eugen Hunziker fra gli artisti scelti per una grande collettiva degli artisti zurighesi che si svolge negli spazi dell'Helmhaus, edificio storico della città di Zurigo riservato ad eventi e mostre d'arte contemporanea.

Nel 1988 Eugen Hunziker si trasferisce a Bellinzona con la famiglia. Dopo la pensione riprende il suo percorso pittorico ispirato, in particolare, da regolari e intensi soggiorni nel sud dell'isola di Creta. Tra il 2004 e il 2006 contribuisce a dar vita alla galleria "PANGEART" di Bellinzona nata su iniziativa di Loredana Müller e di sua moglie Franca Verda Hunziker con la collaborazione del critico Claudio Nembrini. Un'ulteriore esperienza che lo stimola sull'appassionante strada dell'arte.




REFLECTIONS

Un dato di fatto: a Creta Eugen Hunziker sembra aver trovato il luogo privilegiato per la sua ispirazione artistica testimoniando con le opere un profondo, intimo legame - vero e proprio atto d'amore - per la sua luce, il suo cielo e natura, e soprattutto per il suo mare che nell'estrema varietà del suo mutare ha offerto infinite possibilità per descrizioni sempre inedite,descrizioni costantemente rinnovate.

Da diverse stagioni, durante i prolungati soggiorni nell'Egeo, si formano così cicli pittorici all'insegna di una grande trasparenza che sono diventate l'emblema di una sintassi stilistica personale, immagini fluide che vivono di passaggi coloristici leggeri e variegati, con segni, gesti pittorici che fluiscono liberi su carte che l'artista fissa successivamente su tavole.

In queste alchimie ci sottopone percorsi vaghi in cui sovrane si alternano la costruzione razionale dell'immagine e la casualità di un colore che si spande fluido sulla carta liscia, di passaggi frutto sia di sovrapposizioni vibranti che di sottrazioni date da graffiature e rimozioni di strati pittorici,atti mossi esclusivamente da un moto interiore definito dall'emozione del momento.

Così anche quest'anno l'artista nel suo viaggio di ritorno da Plakias è stato accompagnato da 24 tavole che svolgono la sequenza dell'alfabeto greco, dall'Alfa all'Omega.

In esso l'artista ritorna su un tema già svolto nel 1970, una ripresa che testimonia la sua volontà di rimeditare un approccio lontano in una nuova fase di vita, quasi a ribadire delle istanze, dei riferimenti che nel tempo sono restati immutati. Non a caso l'artista ha raccolto queste tavole sotto la definizione di "Reflections", ed allora l'atto pittorico assurge, si ammanta di un ambito metafisico in equilibrio fra la suggestione del presente ed il ricordo.

Rispetto a quel suo primo ciclo - perso,perché distrutto - notiamo una sorta di emancipazione dal segno grafico della scrittura delle singole lettere a favore di una resa sì informale, ma anche impressionista nella sua attenzione alla resa atmosferica al dato naturale. Come nella pittura del primo romanticismo - pensiamo al Turner - s'incunea nell'immagine un impianto eroico, alto, cui lo spettatore partecipa confrontandosi con visioni ampie in cui è piacevole vagare, perdersi. Nulla distoglie dalla visione d'insieme, nessun aneddoto o dettaglio che riconduca ad un racconto. Hunziker ci propone una declinazione sul limite dell'astrazione.

Paolo Blendinger, Torricella 20 agosto 2013





REFLECTIONS

It is a fact: on the island of Crete, Eugen Hunziker seems to have found a privileged place of inspiration for his art. Through his works, he shows a deep and intimate bond - a true expression of love - for its light, the sky and the nature, and most of all for the sea that in its richest variations has offered endless opportunities for inedited depictions, many a time renewed.

Since many seasons, during his extended stays in the Aegean Sea, pictorial cycles have developed in the spirit of great limpidity and have become the pattern of a personal stylistic structure, fluid pictures that live on light and variegate coloured touches, along with signs and painter's language that flow unchallenged on paper that the artist then fixes on boards.

In these alchemies, he submits graceful journeys where rational construction of the image and the fortuitousness of colour spreading on smooth paper alternate autonomously, pictorial phrases that have their origin both in vibrant overlapping and in subtractions resulting from scratches and removals of coats of paint, these gestures being exclusively driven by feelings caused by momentary emotions. And so, this year too, the artist has come back from Plakias with 24 boards that reflect the sequence of the Greek alphabet from Alpha to Omega.

The artist thereby reverts to a theme already developed in 1970, thus showing his intention to rethink a distant approach in a new period of his life, almost as if he wanted to underline certain themes and reference points that have remained unchanged in time. It is no coincidence that the artist has gathered these plates under the definition of "Reflections", and that is when the act of painting rises to a metaphysic dimension in balance between the atmosphere of the present and the memories.

Compared to that first cycle - lost because destroyed - we see a sort of emancipation from the graphic sign of single letters towards an indeed informal description, that is also impressionistic in its care for the atmospheric rendering of the natural details. Like in the paintings of the early romanticism - we are thinking of Turner - a heroic, lofty message streams into the picture and confronts the beholder with wider visions in which he enjoys to wander and lose his way. Nothing distracts form the overall picture, no anecdote or detail that leads back to a narration. Hunziker lays out for us an accomplishment set on the border of abstraction.

Paolo Blendinger, Torricella, August 20, 2013.
(English by Alberto Ferrari)




Ausstellungen

1967 Helmhaus Zürich - Zürcher Künstler
2009 CYRANO, Lugano "INSPIRATION"
2010 OSTERIA MISTRAL, Bellinzona
2010 Panorama Plakias, Crete
2012 Galleria All'Angolo, Mendrisio,
2014 OSTERIA MISTRAL, Bellinzona
2014 Panorama Plakias, Crete
2015 OSTERIA MISTRAL, Bellinzona
2015 Panorama Plakias, Crete
2016 OSTERIA MISTRAL, Bellinzona
2016 Panorama Plakias, Crete
2017 OSTERIA MISTRAL, Bellinzona
2017 Panorama Plakias, Crete
2018 Panorama Plakias, Crete